Ci sono due categorie di persone che arrivano da me.
La prima:
chi non mi conosce, chi chiama e prenota sulla base di una sensazione, di un’intuizione.
E verso queste persone provo una gratitudine immensa.
Perché mi stanno affidando fiducia, senza conoscermi.
La seconda:
chi mi contatta, chiede informazioni…
e prima di chiudere la telefonata mi dice:
“Ma tu sei anche sensitiva?”
Per la cronaca,
a questa domanda rispondo sempre: no.
Ma allora mi chiedo:
chi è davvero un sensitivo?
Sul vocabolario si legge:
“sensitivo: relativo all’attività dei sensi”.
E allora?
Se i sensi sono cinque —
olfatto, gusto, vista, udito, tatto —
in teoria lo siamo tutti.
Io leggo “semplicemente” i Tarocchi.
Traduco il messaggio che mi arriva.
Forse dovrei essere chiamata
una traduttrice.
Ascolto.
Osservo.
E già da come mi parli, qualcosa emerge.
Ma non ho fretta.
Lascio alle persone il tempo di rilassarsi,
di aprirsi.
Perché il confronto, già di per sé, è terapeutico.
E più fiducia mi viene data,
meglio riesco a lavorare.
Non posso convincerti della mia “sensitività”.
Prima deve nascere un rapporto.
Per questo preferisco dire una cosa semplice:
o ti piaccio, o non ti piaccio.
Ma ti faccio una domanda.
Quando chiami un professionista,
davvero gli chiedi:
“Sei capace di fare il tuo lavoro?”
E se io ti dicessi sì…
cosa cambierebbe?
Nel consulto?
Nel valore delle risposte?
O cosa dovrei dimostrarti…
indovinando qualcosa?
Io dedico tempo ad ascoltare.
A comprendere il tuo dolore.
A spiegare ciò che stai vivendo.
Cerco di darti una direzione,
fiducia nel futuro,
e strumenti per affrontare il presente.
Anche quando emergono verità scomode,
il mio obiettivo è uno solo:
che tu esca dal consulto
con più chiarezza,
più consapevolezza,
e un po’ di sollievo.
Non so se sono “sensitiva”.
Ma so che cerco di essere
umana.
Delicata.
E abbastanza sensibile
da comprendere il dolore.
Una parola non definisce una professionalità.
Spesso è solo un’etichetta.
E a volte… anche un limite.
Quindi ti dico questo:
se non vuoi essere giudicato,
non giudicare.
Io leggo i Tarocchi.
E che tu mi consideri sensitiva, cartomante
o una delle tante…
non mi cambia.
Però posso dirti una cosa.
Quando qualcuno mi dice che ha bisogno
di qualcuno “più competente”…
io capisco già due cose:
che ho evitato una persona
che dà sempre la colpa agli altri
e che probabilmente
non sarebbe soddisfatta
nemmeno davanti a Nostradamus.
Quindi grazie
a chi sceglie di affidarsi.
A chi si lascia leggere.
A chi si fida.
E grazie anche
a chi prende altre strade.
Questa sono io.
Sceglimi di istinto.
Forse è una delle poche qualità vere
che ci sono rimaste.
O ti piaccio…
o non ti piaccio.
Tarocchi di Silvia