Molti sostengono che con i tarocchi non si possa leggere il futuro e che dare i tempi sia sbagliato o manipolatorio. Io non la penso così.
Chi si rivolge a un consulto spesso sta attraversando periodi difficili e chiede semplicemente un orientamento, un’idea di quando una situazione potrà evolversi o sbloccarsi.
I tempi nei tarocchi non sono formule matematiche, soprattutto nelle questioni emotive, perché ogni persona ha i propri tempi interiori per comprendere, elaborare e cambiare. Ma questo non significa che il futuro non possa essere letto.
Per me parlare dei tempi è anche una responsabilità che il cartomante si assume: perché i tempi sono verificabili. Se una lettura è vaga, non potrà mai essere messa alla prova.
Io non pretendo di decidere la vita delle persone né di sostituirmi ad altri professionisti. Accompagno, ascolto e leggo le dinamiche che emergono dalle carte.
E se nei tarocchi vedo un tempo, lo dico. Con rispetto, prudenza e sincerità.









