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L’altro giorno è arrivata in studio una giovane donna.
Sui quarant’anni, bella… ma spenta. Triste. Rassegnata.

Inizia dicendomi:
“Ho fatto di tutto per lui. Sono stata come lui voleva. Ho accettato i suoi hobby, i suoi amici. Ho portato pazienza…”

E poi una lunga lista.
Un elenco di sacrifici, di adattamenti, di rinunce.

Tutto per tenere in piedi un rapporto che, in realtà, era già fragile.

Ma bisogna dirlo chiaramente:
se “fare di tutto” significa cancellare se stesse,
allora qualcosa non torna.

Perché se, per accontentare l’altro, rinunci ai tuoi bisogni, alle tue passioni, alle tue idee…
il problema non è l’altro.
Sei tu che ti stai mettendo da parte.

Magari, mentre leggi, penserai che sono esagerata.

Ma la verità è questa:
tutte noi, per amore, rinunciamo a qualcosa.

Il problema nasce quando, nonostante tutto quello che diamo,
non ci sentiamo viste, né capite, né valorizzate.

È lì che arriva il vuoto.
La solitudine.
L’insoddisfazione.

E il peso di un rapporto che, alla fine, non nutre più.

Adattarsi all’altro non è sbagliato.

Ma deve essere reciproco.
Non può essere a senso unico.

Quando due persone si incontrano, ognuna porta con sé un bagaglio di vita.
Costruire una coppia non significa annullarlo.

Significa condividerlo, arricchirlo, equilibrarlo.

Oggi va molto di moda dire: “bisogna accettare l’altro”.

Io direi di no.

Perché “accettare” sa di rassegnazione.
Sa di qualcosa che va sopportato.

Io parlerei piuttosto di complementarietà.
Di collaborazione.
Di due individualità che scelgono di rispettarsi.

In una coppia, le differenze non sono un problema.
Sono valore.

Avere hobby diversi, amici diversi, spazi propri…
porta aria nuova.
Alleggerisce la monotonia.
Nutre la mente e la relazione.

Essere troppo accondiscendenti, invece, spegne.
Fa perdere valore.
Fa perdere sicurezza.

Non bisogna fare tutto insieme.

Stare insieme significa volere il bene dell’altro,
ma anche continuare a voler bene a se stessi.

Quindi, donne:
se i vostri uomini vanno a vedere la partita o a giocare a calcetto,
voi uscite, ballate, fate un corso, prendetevi un caffè con un’amica.

E se avete figli, create i vostri spazi.

Anche i padri devono poter fare i padri.

Si inizia con poco.
Mezz’ora.

Poi diventa naturale.

E vedrete che anche loro, con i figli, sanno essere bravissimi…
se gli lasciate lo spazio per esserlo.

Se non chiedete mai nulla per voi stesse,
nessuno vi chiederà mai di cosa avete bisogno.

Qui non parlo di uomini che annullano le donne.

Parlo di donne che si annullano da sole.

Donne che, nella coppia, si lasciano cullare dall’abitudine,
smettendo di investire su se stesse.

E così, piano piano, perdono la propria luce.

Non è sempre giusto colpevolizzare l’uomo.

A volte siamo noi, senza accorgercene,
a costruire la nostra gabbia.

Fatta di abitudini,
di paure,
di idee un po’ vecchie che non ci appartengono più.

Non giudicarti se senti il bisogno di spazio.

Conceditelo.

Con equilibrio.
Con rispetto.
Un passo alla volta.

E vedrai che non solo starai meglio tu…
ma ne beneficerà anche la coppia.

Tarocchi di Silvia

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