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In questi giorni di forzato riposo — mi sono rotta una gamba — sto approfittando del tempo a disposizione per aggiornare il materiale dei prossimi corsi in partenza.

Speravo di ripartire a settembre, ma forse sarà ottobre… speriamo!

E proprio in questi giorni, navigando un po’ più del solito sui social, mi sono imbattuta in moltissimi contenuti che promettono di insegnare a leggere i Tarocchi senza imparare i significati, senza fatica e senza dover studiare a memoria le carte.

E allora mi viene spontaneo andare controcorrente.

I Tarocchi non si imparano senza impegno

Credo sia necessario dirlo con chiarezza: non esistono risultati seri senza impegno.

Imparare a leggere i Tarocchi non significa necessariamente passare ore e ore a ripetere a memoria un elenco di parole chiave. Ma pensare di poter fare a meno di conoscere il significato delle carte è un’altra cosa.

I 22 Arcani Maggiori hanno un linguaggio preciso, ricco e articolato.

Prima di poterli interpretare liberamente è necessario conoscerli.

Non basta riconoscere che una carta “parla di amore”, “di cambiamento” o “di fortuna”. In una lettura, il significato di un Arcano cambia in relazione alla domanda, alla posizione che occupa, alle carte che lo accompagnano e alla situazione della persona.

Ed è proprio qui che inizia la vera difficoltà — e anche la vera bellezza — della cartomanzia.

Quando non stai più leggendo per te

Finché utilizziamo le carte per noi stessi, possiamo anche permetterci di sperimentare, sbagliare e fare tentativi.

Ma cosa succede quando qualcuno ci pone una domanda?

Anche se si tratta semplicemente di un amico.

In quel momento abbiamo davanti una persona che si sta affidando alla nostra interpretazione.

Una parola detta male, un significato interpretato in modo superficiale, una carta letta nel modo sbagliato possono influenzare profondamente ciò che quella persona pensa della propria situazione.

Per questo considero la lettura delle carte una cosa seria.

Quando interpretiamo i Tarocchi per qualcun altro, abbiamo una responsabilità.

Questo non significa dover essere perfetti o conoscere ogni possibile sfumatura di ogni Arcano.

Significa avere una preparazione sufficientemente solida da sapere ciò che stiamo facendo.

Studiare non significa imparare tutto a memoria

C’è però un equivoco che vorrei chiarire.

Nei miei corsi non pretendo che uno studente impari a memoria, in poche ore, tutti i significati dei 22 Arcani Maggiori.

Sarebbe poco realistico e, soprattutto, poco utile.

Il mio obiettivo è un altro: far comprendere le carte.

Utilizziamo associazioni, esempi, collegamenti, esercitazioni e letture per fare in modo che i concetti fondamentali degli Arcani rimangano impressi.

Quando comprendi davvero una carta, non hai più bisogno di ricordare meccanicamente una lista di parole.

Hai costruito una base dalla quale puoi iniziare a interpretare.

Ed è proprio su questa base che, nel tempo, si sviluppano l’osservazione, l’esperienza e anche l’intuizione.

Anche dopo 35 anni continuo a imparare

C’è un’altra cosa che voglio dire, soprattutto a chi pensa che imparare i Tarocchi sia qualcosa che si possa “risolvere” velocemente.

Io lavoro con i Tarocchi da circa 35 anni.

Eppure continuo a studiare.

Continuo a osservare.

Continuo a cercare parole più precise.

Continuo a confrontarmi con le carte e con le situazioni che incontro nelle consulenze.

Perché la conoscenza non si conclude quando hai imparato i significati delle carte.

Quello è l’inizio.

La vera competenza nasce con il tempo, con la pratica e con il desiderio di migliorarsi.

E, curiosamente, i migliori risultati nei miei corsi li ho sempre ottenuti proprio dagli studenti che si sono impegnati di più.

Non necessariamente quelli che imparavano più velocemente.

Quelli che si concedevano il tempo di esercitarsi, di sbagliare, di riprovare, di fare domande e di dedicarsi con serietà a quella che magari era iniziata semplicemente come una passione, un hobby o un talento da approfondire.

Il Viaggio del Matto

È anche per questo che ho creato Il Viaggio del Matto.

Non è un percorso pensato per chi cerca una scorciatoia.

Non è necessario essere già esperti e non è un percorso difficile.

Ma richiede curiosità, partecipazione e voglia di imparare.

Il mio obiettivo non è riempire la memoria di significati, ma accompagnare lo studente a costruire una conoscenza che possa poi utilizzare autonomamente.

Perché imparare i Tarocchi significa anche imparare a osservare, collegare, comprendere e, soprattutto, assumersi la responsabilità di ciò che si comunica.

Se vuoi semplicemente collezionare un attestato, probabilmente questo non è il percorso che stai cercando.

Se invece senti il desiderio di crescere, approfondire e migliorare, di conoscere davvero il linguaggio dei Tarocchi e di scoprire fin dove può portarti questa conoscenza, allora forse possiamo fare un pezzo di strada insieme.

Il Matto parte senza sapere esattamente dove lo porterà il suo viaggio.

Ma una cosa la sa: per camminare bisogna mettersi in cammino.

E per imparare a leggere i Tarocchi, bisogna avere il coraggio di imparare.

Non ci sono scorciatoie.

Ci sono studio, esperienza, passione e tempo.

Ed è proprio questo che rende il viaggio interessante.

Buon Viaggio. Silvia.

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